
La Janara Pannese: di Lupo Mannaro
L'alfabeto della luna
L'Estradizione
Non s'è mai rassegnato a essere quello che è. Per forza. E' con la luna piena che si trasforma il mio povero fratello, per il resto sembra normale, a volte lo chiamano per nome, a volte lo tengono a distanza a Panni, ma ci sono dei momenti in cui si può sentire uguale in mezzo agli altri. E lui ci crede. Io no. A me quando passo mi fanno tutti dei gesti dietro, mi dicono parole, mi evitano, si segnano petto e fronte, ma lo sanno che è mio fratello, Lupo Mannaro, e forse hanno pena di lui. Di me no. Di me hanno paura e mi disprezzano ma io ci rido quando si scansano, e borbotto le mie cantilene così se ne corrono a casa loro e mi lasciano in pace. E poi di giorno io giro poco, di notte no, ah, no, no, ma di giorno giro solo quando vado dietro a Lupo Mannaro ancora qualcuno a Panni gli fa del male. Come quel 6 di agosto...Quel giorno non me lo scordo, e poi quella notte col fiume rosso, quella notte...Agosto: come al solito gira un poco di gente in più in paese, anzi, parecchia di più, e sono troppe mattine che Lupo Mannaro se ne sale al Castello e mi dice che va a sedersi su una panchina con gli amici, a chiacchierare...Lui? Con gli amici. Quali? A chiacchierare... E con chi, con chi? Tutti pensano di lui certe cose pure se non tengono le prove...E poi torna tardi, non mangia, sta là seduto il pomeriggio a guardare fuori, con un'aria così triste, ma così triste, peggio dell'espressione che ha le notti in cui a Panni qualche bambino lascia la casa per non tornare e Lupo urla, urla alla luna e la luna si nasconde....dietro le lacrime e i pianti del paese, dietro la pioggia calda della disperazione dei genitori...Stamattina sono andata a vedere, devo sapere che succede, a mezzogiorno sono salita dalla strada esterna e mi sono appostata al Castello, dopo l' Ariella, dove si scende tra i rovi e le spine... Sta là sulla panchina, eccolo là, sta con Totonno...Totonno? Totonno tiene parecchi fratelli e sorelle, la famiglia è strana e segreta come lui, i maschi sono maschi e le femmine di uscire se lo possono permettere solo quando sognano se no sono mazzate perchè il padre è conosciuto in paese da tutti, proprio tutti, e comanda in casa e la donna deve stare chiusa a aspettare il marito e se non arriva, meglio, serve alla famiglia...ma i maschi possono andare a caccia! E Totonno sta là a guardare lei, quella della città, gonna bianca plissettata, caschetto castano, voce rauca, 16 anni, fa le magistrali e sa il latino...una bellezza pannese che sta in città e viene d'estate...e pure Lupo là a guardare, a sognare, a cercare di farsi notare, a chiamarla. Lei, Pinuccia, sta in mezzo agli amici. La conosco. Sempre con ragazzi adoranti attorno, e lei sempre un poco distaccata, tutta sussiegosa, per forza, a casa sua si balla ogni sera, lei guarda solo i bellissimi e Totonno tiene gli occhiali, non è alto, è tozzo e in paese ha la fama di essere uscito male rispetto ai fratelli alti e più belli e acchiappafemmine e bravi pure nello sport...Poi li sento...E' Lupo che chiama Pinuccia e lei si avvicina e chiacchierano e lei sembra gentile con mio fratello, forse prova dispiacere perchè Lupo è dolce di solito e timido, pure se brutto come la morte, che nemmeno ci vuole a noi, per ora, e lei ride e si informa di che fa lui a Panni d'inverno, se studia, dice che non si ricorda dove abita...e lo sguardo di Lupo è felice, sembra un altro, è...è come quello di un ragazzo qualunque; poi si alza Totilo e dice a Pinuccia se è pazza a parlare con uno come Lupo che in paese si dice passa le notti a ululare, a riempirsi di peli, a girare correndo per il paese mordendo e uccidendo...Pinuccia diventa tutta bianca e Lupo se ne torna sulla panchina e sta piangendo, piangendo...Passo, lo prendo sottobraccio, lo trascino, lo so che la notte uscirà ad uccidere per la disperazione di non essere amato, perchè lui sa di essere diverso, e sbatto in faccia a Totonno una formula che uso raramente perchè è terribile: "Hai fatto male senza motivo/ ma io Janara in un attimo arrivo/ in questo paese mai troverai l'amore/ se ti vorrai sposare dovrai andare altrove..." E Pinuccia mi guarda con gli occhi sbarrati e gli dice che non vuole più avere a che fare niente con lui ,che è brutto e sparlone, e se ne va a gambe levate...Eh, Totonno...Totonno tiene ancora fratelli e sorelle in paese, ma se ne viene solo d'agosto adesso, qualche giorno...s'è sposato a Foggia parecchio tempo fa, ma prima ne ha passate di estati a strisciare dietro alle ragazze senza mai essere nemmeno guardato...ne ha fatta di strada per avere un lavoro e ne ha subìte di umiliazioni prima che qualcuna credesse in lui al di sopra della sua aria mezza addormentata...eppure ce ne erano di più brutti di lui ma il perchè è che:" SE ALLA IANARA TU PESTI I PIEDI, QUELLA SI VENDICA CON FORMULE E DIVIETI E MANCO SE DI GIOIELLI TIENI PIENA LA STADERA TI RIESCE FACILE TROVARE LA MUGLIERA..."
STRADE...
Non c'è strada d'amore nel paese
nè un segnale di sosta all'abitudine
di spargere monete per la strada
rosse di sangue e impresse con il male.
Non c'è crepa di terra per noi
dove l'abisso s'apra per sorriderci
e il nero ci colori e ci sottragga
a un destino in corsa per distruggerci.
Il male che facemmo è una risposta
un no detto alla luce e al blu del cielo
un calcio alla preghiera e alla speranza
un abbraccio alla morte e alla parvenza.
La parvenza del vivere. Esistiamo.
Senza sostanza chiara ci votiamo
alla inutile attesa di un sorriso.
Di un aquilone che ci sfiori il viso...